lunedì 23 aprile 2018

Desiderare e ottenere

Da una sessione di coaching:
"Quello è bravo. Fa i numeri! Però quando lo guardo negli occhi, lo vedo che non è felice: sta sempre in azienda, lavora come un matto e, alla fine, ha sempre paura che gli portino via tutto..."

Quanti iniziano la propria impresa, la propria carriera, con un sogno da realizzare e si ritrovano poi a combattere con la paura (se non il vero terrore) di perdere i vantaggi socio-economici che hanno conquistato? 
Quando il lavoro è ridotto ad un mero beneficio economico, quando il sé (complesso e sfaccettato) è unicamente identificato in un ruolo, che non rappresenta le proprie aspirazioni valoriali più importanti, l'essere umano (anche pieno di soldi e 'potere') è ridotto a schiavo.

Quando il rispetto e la realizzazione dei nostri valori fondamentali sono parte del processo produttivo, non c'è bisogno che qualcuno ci ammiri e ci stimi, per sapere che siamo persone IMPORTANTI.

mercoledì 18 aprile 2018

Discorso

"Il discorso è un gioco che associa chi parla e chi ascolta nella lotta contro le forze della confusione. Se entrambi non fanno uno sforzo, la comunicazione interpersonale è senza speranza."

(Norbert Weiner, The human use of human beings)

mercoledì 11 aprile 2018

Leader di leader

“Venite sul bordo”

“Non possiamo, abbiamo paura”

“Venite sul bordo”

“Non possiamo, cadremo”

“Venite sul bordo”

Ci andarono ed egli li spinse...

E cominciarono a volare.


(Guillaume Apollinaire)

mercoledì 4 aprile 2018

Leadership

"Il più grande segno di successo per un insegnante, è poter dire: 
i bambini stanno lavorando come se io non esistessi." 

(Maria Montessori)

lunedì 2 aprile 2018

La forza di mia madre (di Valeriu Nicolae)

Oltre le linee immaginarie disegnate a parole nelle nostre teste... la meraviglia.


"Troppe volte è stata chiamata zingara. Non mi è mai sembrato che se la prendesse, ma allo stesso tempo non ha mai esitato a scontrarsi con i razzisti che la circondavano. Non ha mai accettato che mi nascondessi dietro alla scusa delle mie origini. Mi ha sempre detto dritto in faccia che dovevo lavorare più e meglio degli altri, di quelli più alti, più biondi e più belli di me, altrimenti sarei finito a guidare i trattori."

Buona lettura! 

Leggi l'articolo su INTERNAZIONALE

sabato 31 marzo 2018

lunedì 26 marzo 2018

Gli adolescenti ci scrivono

(…) le lettere ci restituiscono ragazzi e ragazze che chiedono alla società di rompere l'incantesimo: non amano questa corsa a essere il migliore o il talentuoso, quello simpatico o quello all'altezza, quella bella o quello sicuro di tutto, chiedono di potersi muovere liberamente nei propri limiti, lontani anni luce dalla generazione delle carriere e del successo cui forse appartenevano i loro genitori.
(…) Dobbiamo sapere certamente anche questo: la generazione che scrive porta inciso sulla propria pelle questo enorme carico di normatività da cui è circondata, aspettative e “normalità” da non disattendere, maschere e performance cui dar conto ogni giorno. Il vero regalo sarebbe liberare tutti.
Poche lettere osano il “noi” e sono tutte riportate in questa selezione. 
Mentre gli adulti usano il voi e lo riducono a conio di una nuova etichetta singolare, ragazze e ragazzi non trovano nemmeno l'io, o meglio lo compongono un giorno alla volta, lo provano nelle relazioni sociali e digitali, senza mai arrivare a una sintesi, spesso senza pretenderla, intuendo i rischi di una rigidità in un mondo precario e incerto.”

(tratto dalla prefazione di Stefano Laffi, del libro “Quello che dovete sapere di me. La parola ai ragazzi”)

I capitoli di questo libro (raccolta di lettere scritte da adolescenti e pubblicato nel 2016) sono:

Avere paura
Altalenare
Cercare se stessi
Credere
Amare
Imparare
Avere coraggio
Visioni

Lo sto ancora leggendo, ma non ho resistito all'urgenza di diffonderlo: è preziosissimo.

E' un libro indispensabile a tutti coloro che hanno vicino e a cuore gli adolescenti: aiuta a riaprire cassetti di memoria di ciò che abbiamo provato e che non ha trovato comprensione, alla possibilità di dedicare ai ragazzi momenti di lettura, senza paura di affrontarne dal vivo il loro tumulto, e forse, poi, ritrovare la pace che permetta loro di sederci accanto senza timore di essere giudicati, ma trovando qualcuno disponibile a conoscerli. Davvero. 

Buona lettura!